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Pierre de Charme charm' de Chardonnay Blanc de Blancs - Champagne Blanc de Blancs
€35,99
Prix unitaire parPierre de Charme charm' de Chardonnay Blanc de Blancs - Champagne Blanc de Blancs
€35,99
Prix unitaire parLo Champagne Pierre de Charme "Charm' de Chardonnay" rappresenta l'essenza stessa della finezza. È una cuvée che celebra la purezza del vitigno Chardonnay, offrendo un profilo sensoriale giocato sulla freschezza minerale e su un’eleganza senza tempo.
Ecco l'analisi dettagliata basata sui termini richiesti e sui suggerimenti per il servizio:
Analisi dei Termini Chiave
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Champagne Blanc de Blancs: Questa dicitura è la carta d'identità del Pierre de Charme. Indica uno Champagne prodotto esclusivamente con uve a bacca bianca, in questo caso 100% Chardonnay. Rispetto ad altre cuvée, il Blanc de Blancs si distingue per una maggiore longevità e una spiccata "verticalità": è un vino che punta dritto al palato con note di agrumi, fiori bianchi (gelsomino, acacia) e quella tipica scia gessosa data dai suoli della regione.
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Vino: Prima di essere una bollicina iconica, questo è un vino di grande precisione enologica. La fermentazione e il successivo affinamento sui lieviti trasformano il mosto in un nettare complesso. In Pierre de Charme, la componente "vino" emerge nella struttura setosa e nella capacità di evolvere nel bicchiere: man mano che si scalda leggermente, sprigiona note di crosta di pane e burro fresco che ne testimoniano l'eccellente fattura.
Gli Abbinamenti Gastronomici
Grazie alla sua spiccata acidità e alla raffinatezza delle sue bollicine, questo Champagne è un compagno versatile, capace di esaltare materie prime d'eccellenza.
1. L'Aperitivo di Classe
È il compagno ideale per aprire un pranzo importante. Si sposa magnificamente con:
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Finger food a base di pasta sfoglia: La burrosità della sfoglia richiama le note fragranti dello Chardonnay.
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Scaglie di Parmigiano Reggiano (24 mesi): La sapidità del formaggio crea un contrasto vibrante con la freschezza del vino.
2. Il Mare nella sua Purezza
Essendo un Blanc de Blancs, il legame con il pesce è indissolubile:
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Crudité di Mare: Tartare di tonno, carpaccio di capesante o gamberi bianchi. Il vino pulisce il palato lasciando emergere la dolcezza del pesce.
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Ostriche: L'abbinamento tecnico perfetto. La mineralità del Pierre de Charme risuona con il richiamo iodato dei molluschi.
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Sogliola alla Mugnaia: La preparazione con burro e limone trova in questo Champagne il contrappunto ideale per bilanciare la parte grassa e assecondare quella agrumata.
3. Primi Piatti e Verdure Gourmet
Non limitarlo solo al pesce crudo:
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Risotto agli Agrumi e Capesante: Un piatto che gioca sulle stesse frequenze aromatiche dello Chardonnay.
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Tempura di Verdure: La leggerezza della frittura giapponese viene esaltata dalla bollicina fine, che asciuga il palato senza sovrastare il sapore delicato delle verdure.
Consiglio del Sommelier
Per apprezzare appieno il "Charm' de Chardonnay", servilo a una temperatura di circa 8-10°C. Evita la classica "flûte" troppo stretta: preferisci un calice da vino bianco a forma di tulipano, che permette agli aromi floreali di aprirsi e di raggiungere il naso in tutta la loro ampiezza.
Lo Champagne Fleury Tradition (spesso indicato semplicemente come Blanc de Noirs Brut) è una delle etichette più iconiche e rappresentative della Côte des Bar. Questa cuvée è il manifesto di una cantina storica che ha fatto della biodinamica il proprio cuore pulsante sin dal 1989.
Ecco una descrizione approfondita focalizzata sui termini chiave richiesti:
I Pilastri della Cuvée
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Vino: Prima di essere una "bollicina", il Fleury Tradition è un vino di grande carattere. La filosofia biodinamica dell'azienda permette di ottenere un succo ricco, vibrante e profondamente legato al suolo. Al palato, non si avverte solo l'anidride carbonica, ma una vera e propria struttura vinosa, quasi carnosa, che lo distingue dagli Champagne più sottili ed evanescenti.
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Champagne: Essere uno Champagne significa rispettare un disciplinare severissimo, ma per Fleury è anche sinonimo di territorio. Le uve provengono da Courteron, nella zona meridionale della regione. Rispetto al Landreat (Côte des Blancs), qui il clima è leggermente più caldo e il terreno più argilloso, conferendo allo Champagne un profilo più generoso, morbido e "caldo".
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Blanc de Noirs: Questa è la caratteristica distintiva. "Bianco da Neri" significa che questo vino è prodotto esclusivamente con uve a bacca nera (100% Pinot Noir), vinificate in bianco senza contatto con le bucce. Questo conferisce al Fleury Tradition:
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Colore: Un giallo dorato carico, talvolta con lievi riflessi ambrati o ramati.
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Aromi: Note di piccoli frutti rossi (lampone, ribes), mela cotta, miele e una caratteristica scia di pasticceria e frutta secca tostata.
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Struttura: Una potenza e una persistenza in bocca molto superiori rispetto ai Blanc de Blancs (fatti di solo Chardonnay).
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Gli Abbinamenti Migliori
Grazie alla sua struttura importante e alla sua anima "vinosa", il Fleury Tradition è uno Champagne estremamente versatile che può reggere l'intero pasto.
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Carni Bianche e Volatili: È l'abbinamento ideale. La potenza del Pinot Nero si sposa magnificamente con un petto d'anatra, una pollastra di Bresse o un coniglio alle erbe.
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Pesci Grassi e Saporiti: Ottimo con il salmone affumicato, il trancio di tonno scottato o un'ombrina al forno. La sua acidità "taglia" la grassezza del pesce mentre la struttura del vino ne accompagna il sapore intenso.
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Salumi di Pregio: Un accostamento classico ma sempre vincente è con il Jambon de Bosses o un Culatello di Zibello, dove la grassezza del salume viene bilanciata dal perlage fine.
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Cucina Etnica e Speziata: La sua vinosità lo rende capace di reggere piatti leggermente speziati, come un pollo al curry non troppo piccante o un tajine di verdure.
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Formaggi Stagionati: Provatelo con un Parmigiano Reggiano 36 mesi o un Comté stagionato; le note di frutta secca dello Champagne richiameranno perfettamente quelle del formaggio.
Lo Champagne Philippe Landreat Fidelia Blanc de Blancs Grand Cru è un’espressione di altissimo livello della Côte des Blancs, il cuore pulsante dello Chardonnay in Champagne. È un vino che incarna eleganza, precisione e una mineralità vibrante.
Ecco un’analisi dettagliata basata sui pilastri che definiscono questa cuvée:
I Pilastri dell'Eccellenza
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Vino Bianco: Sebbene lo Champagne sia una categoria a sé, è tecnicamente un vino bianco spumante prodotto con il "Metodo Classico" (o Champenoise). Nel caso del Landreat Fidelia, l'assenza di uve a bacca nera regala un colore paglierino brillante con riflessi verdolini. Al palato, la freschezza citrina e la struttura snella sono le caratteristiche dominanti.
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Champagne: Questa denominazione garantisce che il vino provenga esclusivamente dalla regione della Champagne, in Francia, e che segua rigidi protocolli di produzione. Il Landreat Fidelia si distingue per un perlage (bollicine) finissimo e persistente, frutto di un lungo affinamento sui lieviti che arricchisce il vino con note di panificazione e pasticceria.
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Blanc de Blancs: Letteralmente "bianco da bianchi", indica che questo Champagne è prodotto 100% da uve Chardonnay. Questo stile è il più ricercato per chi ama la raffinatezza, la purezza del frutto e una spiccata acidità che rende il sorso verticale e rinfrescante.
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Grand Cru: Questa è la menzione di maggior prestigio. Solo il 17% dei comuni della Champagne vanta la classificazione Grand Cru. Significa che le uve provengono dai vigneti migliori in assoluto, dove il suolo gessoso (craie) e l'esposizione solare permettono di raggiungere una maturità e una complessità aromatica superiori.
Note Degustative in Breve
Al naso si percepiscono fiori bianchi (biancospino), agrumi freschi e una delicata nota di mandorla tostata. In bocca è dritto, sapido e quasi "croccante", con un finale minerale che richiama la purezza del gesso.
Gli Abbinamenti Migliori
La struttura elegante e l'acidità spiccata di un Blanc de Blancs Grand Cru richiedono piatti che ne esaltino la nobiltà senza sovrastarlo.
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Crudi di Mare e Ostriche: L'abbinamento d'elezione. La mineralità del vino si sposa perfettamente con la salinità delle ostriche e la dolcezza di tartare di scampi o carpacci di branzino.
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Crostacei Nobili: Perfetto con un'aragosta o dei gamberi rossi di Mazara del Vallo saltati semplicemente in padella con un filo d'olio EVO.
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Frittura Gourmet: La bollicina e l'acidità dello Chardonnay puliscono perfettamente il palato dal grasso di una frittura di paranza o di un tempura di verdure.
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Formaggi a Pasta Molle: Sorprendente con un Brie de Meaux o un Camembert non troppo stagionato, dove il vino contrasta la cremosità del formaggio.
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Risotti Delicati: Un risotto al limone e mazzancolle o un risotto agli asparagi bianchi crea un'armonia aromatica eccellente.
Questo Champagne Extra Brut incarna uno stile diretto ed esigente, mirando a rivelare l'identità più schietta delle sue uve e delle sue origini Premier Cru.
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Frizzantezza e Vivacità Estrema (La "Aizza" del Vino):
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Si distingue per il suo perlage estremamente fine e persistente, che crea una mousse elegante e cremosa.
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La categoria Extra Brut (con un dosaggio molto basso, in genere tra 0 e 6 g/l) esalta una freschezza tagliente e una notevole vivacità, spesso accentuata dalla scelta della Maison di non effettuare la fermentazione malolattica (o di bloccarla parzialmente). Questa scelta tecnica preserva l'acidità naturale dell'uva, conferendo al vino una tensione salina e un carattere minerale pronunciato, che lo rende "teso" e vibrante al palato.
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Intensità Aromatrica e Struttura:
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Nonostante la sua purezza, l'affinamento prolungato sui lieviti (spesso un minimo di 36 mesi) conferisce una bella complessità aromatica.
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Al naso, si sprigionano note di agrumi freschi, frutta bianca (mela, pera), fiori delicati e sentori di gesso/mineralità, che si fondono a lievi sfumature tostate o di lievito derivanti dalla lunga maturazione.
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L'assemblaggio bilanciato di Chardonnay (che apporta eleganza e finezza) e Pinot Nero/Meunier (che conferiscono struttura e corpo) si traduce in un sorso preciso, profondo e ben equilibrato, con un'ottima persistenza.
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Purezza e Stile Gastronomico:
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Il basso dosaggio lo rende un'espressione autentica e pura del terroir, senza l'eccessiva dolcezza che potrebbe mascherare i difetti o le sfumature varietali.
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Questa purezza e la spiccata vena minerale lo rendono uno Champagne ideale da gastronomia, perfetto per accompagnare piatti iodati, frutti di mare, ostriche, sashimi o formaggi a pasta dura. È uno Champagne esigente e raffinato per intenditori che cercano l'essenza cristallina della Champagne.
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🍴 Pairing Consigliati per Lombard Extra Brut
Categoria Esempi di Piatti e Ingredienti Ragionamento dell'Abbinamento Crudi e Crostacei Ostriche (soprattutto con un tocco di limone), Sashimi, Tartare di pesce bianco (Orata, Branzino), Carpaccio di capasanta. La purezza e l'acidità tagliente puliscono il palato e si abbinano perfettamente alla sapidità e alla texture delicata dei crudi. L'effervescenza esalta la freschezza iodata. Antipasti Eleganti Gamberi rossi crudi, Alici marinate, Caviale (tradizionale o vegetale), Paté di pesce o di pollo leggero. La vivacità del vino taglia la grassezza del paté o dell'olio extra vergine, mentre la sua struttura regge l'intensità aromatica senza essere sovrastata. Piatti Salati e Minerali Fritto misto (croccante e non troppo unto), Tempura di verdure o gamberi, Acciughe del Cantabrico, Baccalà mantecato. La frizzantezza agisce come un detergente, pulendo il palato dalla frittura e bilanciando la sapidità del pesce conservato o mantecato. Piatti a Base di Pollame Pollo ruspante cotto al forno con erbe, Quaglia arrosto, Terrine di pollame leggermente tartufate. Se lo Champagne ha qualche anno sulle spalle e una nota tostata, la sua complessità si sposa bene con la carne bianca delicata, in particolare se accompagnata da salse non troppo ricche. Formaggi e Salumi Parmigiano Reggiano stagionato 24-36 mesi, Formaggi di capra freschi o semi-stagionati (Chèvre), Salumi magri non affumicati (es. Prosciutto crudo di Parma).
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- Vitigni: È ottenuto da un blend di uve Chardonnay e Pinot Noir.
- Profilo Aromatico: La Maison stessa lo descrive come uno champagne leggero e minerale, con delicati aromi di mele fresche e more.
- Effervescenza: Un buon champagne si distingue per le sue bollicine fini e persistenti.
- Esperienza Gustativa
- Al palato: l'attacco è franco, guidato dalla freschezza del frutto, con sensazioni setose e deliziose. È descritto come extra brut, con una tendenza al dolce, note di fragole e un po' di burro. Un leggero retrogusto fresco accompagna e struttura il finale.
- Caratteristiche Principali
- Assemblaggio: parti uguali di Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier (33,3% ciascuno).
- Dosaggio: Brut/Extra Brut, il che indica un contenuto zuccherino molto basso.
- Abbinamenti: si abbina bene con formaggi e aperitiviri, il produttore lo consiglia come ideale per l'aperitivo per occasioni importanti.
Château Grand Corbin 2016 Saint-Émilion Grand Cru
Il "Château Grand Corbin" è un'importante tenuta di Saint-Émilion, sulla "rive droite" (riva destra) di Bordeaux, famosa per i suoi vini a base di Merlot. L'annata 2016 è considerata eccellente in tutta la regione di Bordeaux, e questo vino ne è un esempio lampante.
Descrizione del vino e dell'annata:
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Vitigni: L'uvaggio è prevalentemente a base di Merlot, seguito da Cabernet Franc e una piccola percentuale di Cabernet Sauvignon. Il Merlot conferisce al vino morbidezza, rotondità e un frutto generoso, mentre il Cabernet Franc aggiunge struttura e complessità aromatica.
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Annata 2016: A Saint-Émilion, il 2016 è stato un anno caratterizzato da un'estate calda e secca, ma con notti fresche, condizioni ideali che hanno permesso una maturazione lenta e completa delle uve. Il risultato sono vini con una grande concentrazione e un ottimo equilibrio tra frutto, acidità e tannini.
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Affinamento: Il vino matura in barrique di rovere per un periodo prolungato, con una percentuale di legno nuovo che varia a seconda delle annate. Questo passaggio in legno contribuisce a integrare i tannini e ad aggiungere note speziate e tostate.
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Note di degustazione:
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Colore: Si presenta con un colore rosso granato profondo e intenso.
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Naso: Il bouquet è ricco e seducente. Si percepiscono aromi di frutta nera matura, come prugna e mora, note di liquirizia, spezie dolci, tabacco e un tocco di mineralità. Il passaggio in barrique aggiunge sentori di vaniglia e cioccolato.
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Palato: In bocca è un vino potente e ben strutturato, ma al tempo stesso elegante. I tannini sono presenti, ma molto fini e levigati, offrendo una sensazione setosa. Il finale è lungo, persistente e avvolgente.
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Abbinamenti e potenziale: Grazie alla sua struttura e complessità, si abbina splendidamente a piatti di carne rossa, selvaggina e formaggi stagionati. L'annata 2016 ha un ottimo potenziale di invecchiamento e può essere conservata per molti anni, sviluppando ulteriormente la sua complessità.
Il "Margaux de Brane 2019" è il secondo vino dello Château Brane-Cantenac, una prestigiosa tenuta situata nel cuore della denominazione Margaux, a Bordeaux, in Francia.
Ecco una descrizione generale e le note di degustazione:
Caratteristiche del vino e annata:
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Annata 2019: È considerata un'annata eccezionale a Bordeaux. In questo millesimo, l'assemblaggio di Château Brane-Cantenac vede una maggiore percentuale di Cabernet Sauvignon, contribuendo a un vino di grande struttura e potenziale di invecchiamento.
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Vitigni: L'assemblaggio tipico è dominato dal Cabernet Sauvignon, seguito da Merlot, con piccole percentuali di Cabernet Franc e, talvolta, Petit Verdot e Carménère.
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Affinamento: Il vino matura in barrique di rovere per un periodo di circa 18 mesi, con una percentuale variabile di legno nuovo che conferisce complessità e struttura.
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Potenziale di invecchiamento: Pur essendo già molto piacevole da giovane, è un vino che può beneficiare di un lungo invecchiamento per sviluppare ulteriormente la sua complessità.
Note di degustazione:
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Aspetto: Si presenta con un colore rosso porpora intenso, con riflessi violacei.
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Naso: Il bouquet è espressivo e complesso. Si possono percepire aromi di frutta nera matura, come ribes nero e mora, note speziate di pepe e tabacco, sentori di grafite e un delicato tocco di cedro o legno tostato. Non mancano inoltre sfumature floreali come la peonia e la violetta.
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Palato: Al palato è un vino corposo e ben strutturato. La texture è setosa, con tannini fini e ben integrati. L'acidità è equilibrata e contribuisce a una sensazione di freschezza. I sapori di frutta si uniscono a note di cioccolato e vaniglia, arricchite da un retrogusto lungo ed elegante.
In sintesi, il Margaux de Brane 2019 è un vino che esprime l'eleganza tipica della sua denominazione, con una notevole complessità aromatica e una struttura equilibrata che lo rende un eccellente compagno per carni rosse, formaggi stagionati e piatti della tradizione bordolese.
Per
Il vino Château Lirette 2010 è un classico Bordeaux che si presenta con un colore rosso rubino intenso. Al naso offre un bouquet interessante di frutti di bosco, come ribes e mirtilli, combinati con note speziate e terrose.
In bocca, questo vino è buono, con una struttura equilibrata e tannini morbidi. Il gusto interessante persiste, offrendo un finale buono e duraturo che lo rende un vino Bordeaux decisamente interessante da scoprire.
Per gli amanti del buon vino un ottimo compromesso che secondo il mio giudizio rende al meglio se decantato qualche ora prima.
Profondamente radicata nella vigna fin dal 1580, la famiglia Beyer ha tramandato la sua passione per il vino di generazione in generazione.
Questa antica memoria familiare è garanzia del loro savoir-faire. Numerosi archivi, documenti e diari, scrupolosamente conservati, sono la memoria viva della loro tenuta vinicola. Immersi nella storia regionale, questi documenti sono stati scritti in francese antico o in tedesco antico. Raccontano la storia della loro passione: il vigneto di Eguisheim.
Le origini della famiglia Beyer si fondono con la storia della viticoltura alsaziana. Gli archivi della tenuta attestano la sua presenza a Eguisheim già alla fine del XVI secolo.
Il Gewürztraminer, un vitigno a bacca bianca espressivo e aromaticamente distintivo, è considerato una varietà nobile in Alsazia, in Francia, e produce vini meravigliosi nella regione montuosa dell'Alto Adige, nel nord-est dell'Italia.
Generalmente, quest'uva cresce bene nelle regioni più fresche e la sua naturale intensità lo rende un ottimo alleato per la cucina saporita come quella indiana, mediorientale o marocchina.
Somm Secret: grazie al suo profumo affascinante e alla sua tendenza alla leggera dolcezza, il Gewürztraminer è un eccellente vino di ingresso per chi ama i vini dolci ma desidera avventurarsi nel regno dei bianchi più secchi.
Pompelmo, frutto della passione, papaya, spezie e zenzero.
L'aerazione esalta questi profumi e rivela note di mango e un leggero sentore floreale di peonia. L'attacco in bocca è moderatamente ampio e morbido. La classe dell'annata mitiga l'ampiezza del vitigno. Caratterizzato da una palette aromatica sofisticata e delicata, questo profilo è notevole.
Si abbina perfettamente a un curry di gamberi in latte di cocco, a una fricassea di pollo al cumino con salsa alla senape o anche a un formaggio a pasta molle a crosta lavata.
Il Gewurztraminer Tradition 2019 di Emile Beyer è un eccezionale vino bianco che incarna perfettamente l'anima della viticoltura in Alsazia. Questo vino bianco si distingue per il suo colore giallo brillante e un profumo intenso e aromatico, tipico del vitigno.
La sua Alsazia si esprime nel bouquet esuberante, dove si fondono sentori di litchi, rosa, zenzero e frutti tropicali. La degustazione rivela un ottimo sapore: è un vino bianco morbido e avvolgente, ma al contempo vivace, con un equilibrio perfetto tra dolcezza e freschezza.
Il suo ottimo sapore persistente lo rende ideale in abbinamento a piatti complessi. La sua complessità e il suo carattere forte lo rendono un vino adatto a tutti i pasti.
Le Château Pépusque, situé en appellation Minervois, dans le Languedoc, présente sa « Cuvée Marco » 2022, un vin blanc d'exception. Élaborée à partir de raisins régionaux soigneusement sélectionnés, cette cuvée reflète la diversité et la nature du terroir du Languedoc, où le climat méditerranéen offre des étés chauds et ensoleillés. La vinification privilégie l'expression pure des arômes, pour un vin à la fois vif et élégant. La région, riche de sols variés, allant du calcaire à l'argilo-calcaire, produit des vins généreux et authentiques. Réputé pour son engagement envers la tradition et la qualité, le Château Pépusque est une référence dans le monde viticole local.
Pour accompagner ce vin blanc du Languedoc, pensez à des plats comme des fruits de mer, une salade de chèvre chaud ou un poisson en sauce légère. Les saveurs fraîches et fruitées de la « Cuvée Marco » s'accordent parfaitement avec les textures délicates et les notes légères de ces plats.
Optez également pour des plats régionaux comme la brandade de morue ou la bouillabaisse, qui se marieront harmonieusement avec la minéralité et l'élégance de ce vin.
A la dégustation, servez ce vin entre 10 et 12°C pour apprécier toutes ses nuances aromatiques.
La décantation n'est généralement pas nécessaire, bien qu'une légère aération puisse révéler sa complexité. À la dégustation, observez sa robe éclatante, humez les arômes floraux et fruités qu'il dégage, puis savourez sa fraîcheur et sa persistance en bouche. Ce vin promet une expérience enrichissante aux amateurs de vins blancs expressifs et raffinés.
Sa couleur est jaune paille intense tirant vers le doré.
Au nez, des arômes fruités frais se dégagent, avec de légères notes boisées et d'amande.
En bouche, il est ample, chaleureux, rond, sec et frais.
Ce vin sera parfait pour accompagner des moments festifs, à l'apéritif avec des gyozas aux crevettes et une touche de coriandre, ou encore avec des légumes croquants en tempura comme les courgettes, les asperges vertes ou encore la délicatesse des aubergines.
Collection Vignerons 2013 Saison 8 Ntisiki Biyela du Château d'Arsac - Haut-Médoc (0,75 l)
€33,00
Prix unitaire parCollection Vignerons 2013 Saison 8 Ntisiki Biyela du Château d'Arsac - Haut-Médoc (0,75 l)
€33,00
Prix unitaire parDepuis 2005, Philippe Raoux, propriétaire du Château d'Arsac (Margaux), invite chaque millésime un vigneron différent pour superviser les vendanges sur une parcelle d'une dizaine d'hectares. Cette année, il a confié les rênes à un vigneron zoulou, Ntsiki Biyela.
Un terroir, un vignoble, une personne. « L'idée est de démontrer que, de ces trois éléments essentiels à la vinification, le troisième prévaut. »
Philippe Raoux sourit. Depuis 2005, il invite chaque année un vigneron différent dans son domaine, le Château d'Arsac. Et il lui donne carte blanche. Leur mission : choisir les parcelles de la propriété, diriger les vendanges, superviser la vinification, l'assemblage et l'élevage du vin, jusqu'à l'élaboration de sa cuvée.
Sélectionnés parmi des professionnels de renommée internationale, sept vignerons ont élaboré « leur » vin à partir du même matériau. Ils ont séjourné au domaine sept ou huit fois, le temps d'une aventure comparable à une résidence d'artiste.
Tous les vignerons invités ont reçu des surnoms. Michel Rolland, alias « Le Magicien », a inauguré la série en 2005, suivi d'un autre Français, Denis Dubourdieu, « Le Professeur ». Plus tard, l'Italien « Poète » Andrea Franchetti, les Français Stéphane Derenoncourt (« L'Autodidacte ») et Éric Boissenot (« Le Médocain »), la Californienne Zelma Long (« La Scientifique ») et l'Argentine « Virtuose » Susana Balbo ont fait montre de leurs talents.
Chacun a travaillé une dizaine d'hectares pour produire une cuvée d'environ 30 000 bouteilles. « Le résultat est époustouflant », s'enthousiasme Philippe Raoux. « C'est comme si on demandait à des musiciens d'horizons différents de jouer la même partition. Aujourd'hui, on peut comparer les millésimes et discerner dans chacun la forte personnalité de ces vignerons. »
« Cette expérience renforce également notre ouverture d'esprit ; chacun des vignerons invités a des demandes spécifiques pour travailler à sa manière », poursuit-il. Certains ont demandé que les barriques soient placées à l'extérieur le jour et rentrées la nuit. D'autres ont demandé à fendre la vigne entière, ou à ébrancher les grappes pour ne conserver que les raisins attachés à la rafle principale…
Conçu avec Jean-François Moueix et Dominique Renard, mais développé plus tard par Philippe Raoux, le concept est unique
Baptisée « La Collection des Vignerons », cette collection est disponible dans le commerce avec des images inspirées des films. L'étiquette de chaque millésime arbore un portrait en noir et blanc de son producteur, tel une affiche de cinéma.
Vendu entre 300 et 350 €, le coffret contenant les six premiers volumes de la collection propose un décor pop-up de style hollywoodien, avec spots et chaise de producteur pliante.
Cet automne, la vigneronne zoulou Ntsiki Biyela arrivera d'Afrique du Sud pour produire son huitième millésime, baptisé « Saison 8 » en hommage à la série télévisée américaine. Un coffret réunissant les quatre premières invitées est déjà en préparation. Et comme ses prédécesseurs, Ntsiki Biyela verra son nom gravé sur une plaque de bronze encastrée dans le sol de la cave : « Winemakers Boulevard ».
Le neuvième domaine des Vignobles Jeanjean est situé dans la prestigieuse appellation Pic Saint-Loup, au nord de Montpellier, un nom dérivé de la montagne caractéristique qui domine la région, culminant à 658 mètres. Un lieu unique et omniprésent pour tous les Montpelliérains, mais surtout une appellation réputée et reconnue.
Le Pic Saint-Loup est un lieu de légendes, de randonnées et de vignerons. Dans ce cadre, le Domaine des Rocs incarne toute la fraîcheur du Pic.
C'est en effet l'une des appellations les plus fraîches et humides du Languedoc, au pied des Cévennes, qui produit des vins délicats, élégants et frais.
Les 13 hectares du domaine sont majoritairement plantés de Syrah et de Grenache.
Ce vin s'accorde très bien avec toutes les viandes rouges, mais aussi avec des fromages savoureux.
Robe rouge rubis intense. Arômes : prune, mûres mûres, thym, sauge. Bouche : confiture de mûres, clou de girofle, réglisse, épices, notes herbacées, ample et équilibré. Excellent avec des aubergines à la parmigiana, un ragoût, du bœuf barbacoa, de l'agneau rôti, du rôti de bœuf, des côtes levées et un steak.
Situé dans une région riche en histoire, ce domaine primé est perché sur une colline dominant la plaine de la Saône à Mâcon. À proximité se trouve le site archéologique paléolithique du Pech de l'Aze, qui témoigne d'une activité agricole présente dans la région depuis l'âge du Fer. En comparaison, au Domaine des Terres Gentilles, la viticulture est pratiquée depuis bien plus longtemps, mais avec une importance culturelle tout aussi grande. La plupart des vignes de ce domaine étaient à l'origine cultivées par les moines de l'abbaye chrétienne médiévale de Cluny. Fondé en 1921 par Jean-Pierre Marillier, ce domaine familial primé de 36 hectares est aujourd'hui dirigé avec brio par son fils, Mikaël Marillier, une étoile montante du vin, qui élabore aujourd'hui des vins de référence de Mâcon-Village.
Pour la dinde sauvage, qui a plutôt un caractère de gibier, le porc ou le poulet, c'est un très bon accord.
Premier domaine du Jura à adopter les pratiques de l'agriculture biologique, Le Clos des Grives est certifié Ecocert depuis 1968.
Élaboré à partir de raisins 100% Savagnin Olle, ce vin présente un nez délicieux et invitant avec des notes de noisette.
En bouche, il est rond et soyeux, avec des notes épicées et des saveurs prononcées de noisette, le tout complété par une finale d'une persistance remarquable.
L'appellation Saint-Joseph s'étend sur 1 200 hectares et se situe sur la rive droite du Rhône. Les sols sont homogènes, principalement granitiques et rarement calcaires. Les pentes sont raides et le vignoble est implanté en terrasses. Les vins blancs (20 % de la production) sont issus des cépages marsanne et roussane.
Ce producteur élève ses vins blancs en fûts de bois jusqu'à dix mois, ce qui confère au vin une saveur légèrement boisée qui le place parmi les meilleurs produits dans le district de Saint Joseph.
Le vin est récolté strictement à la main, sans utilisation de machines qui pourraient endommager les rangs.
Complexe et aromatique, avec des notes de fleurs blanches, de miel, d'abricot, de pêche et de citron vert
En bouche : Frais, minéral et vif, avec une belle persistance citronnée et veloutée.
Au nez on retrouve des notes de fruits blancs, ainsi que des notes de silex et d'écorces d'agrumes.
Bon avec les poissons blancs, les fruits de mer, mais il est à son meilleur lorsqu'il est dégusté avec des viandes blanches, du poulet, du coq, du porc grâce à son vieillissement sous bois.
Les plats végétariens et les légumes, même frits, constituent un excellent accompagnement. Il peut également être servi en apéritif ou avec des fromages à pâte molle.
