L'Arte della Degustazione: Guida Completa per Apprezzare il Vino come un Esperto.
Degustare senza fare lo snob: guida pratica per godersi davvero il calice
Diciamoci la verità: guardare il vino controluce e farlo roteare nel bicchiere può sembrare un rito per pochi eletti. In realtà, la degustazione non serve a fare i fenomeni, ma a una cosa sola: capire se quei 20 o 30 euro che hai speso sono stati un buon investimento.
Ecco come "ascoltare" il vino senza troppi giri di parole.
1. La vista: non è un concorso di bellezza
Dimentica i termini complicati. Inclina il bicchiere su un tovagliolo bianco.
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Cosa cercare? Se il vino è torbido, c’è qualcosa che non va. Ma la vera dritta sono le "lacrime" (quelle gocce che scendono sul vetro): se scendono piano, il vino è bello "muscoloso" e alcolico. Se scendono come pioggia, è un vino leggero, da bere senza pensieri.
2. Il naso: smettila di cercare la "papaya della Malesia"
L'errore più comune? Cercare profumi impossibili. Il naso serve a capire se il vino è "vivo".
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Fallo girare: Ruota il bicchiere (piano, o la camicia ringrazierà). L'ossigeno sveglia i profumi.
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Cosa senti? Non impazzire. Senti la frutta? Senti i fiori? O senti quell'odore di "vecchio armadio" (che spesso significa invecchiamento in legno)? Se senti odore di tappo o di aceto, fermati: la bottiglia è sfortunata.
3. Il sorso: la prova del nove
Finalmente si beve. Ma non mandarlo giù subito.
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Fagli fare un giro: Il vino deve toccare tutta la bocca.
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Le tre sensazioni: Senti la lingua che "tira" come se avessi mangiato un carciofo crudo? Sono i tannini (tipico dei rossi). Senti la bocca che "fa l'acquolina"? È l'acidità (fondamentale nei bianchi per dare freschezza).
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Il finale: Dopo che hai deglutito, conta i secondi. Se il sapore resta lì a farti compagnia per 10 secondi, hai tra le mani un grande vino. Se sparisce subito, è un vino "da sete".
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Basta ghiaccio nei bianchi (ma basta anche rossi caldi!): Bere un rosso a 25 gradi d'estate significa bere alcol puro. Mettilo in frigo 20 minuti prima di aprirlo. Non è un peccato, è sopravvivenza.
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Lo stelo, questo sconosciuto: Impugna il bicchiere dal "manico". Se lo prendi dalla coppa, scaldi il vino e lasci le ditate di grasso. Oltre a essere brutto da vedere, rovini la temperatura.
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Il bicchiere conta, ma fino a un certo punto: Non ti servono 12 calici diversi. Te ne servono due buoni: uno per le bollicine e i bianchi, uno più largo per i rossi. Il resto è arredamento.
Un ultimo consiglio: Il miglior vino del mondo è quello che piace a te, non quello che ha il punteggio più alto in guida. Se vuoi scoprire qualche etichetta che abbiamo selezionato perché ci ha fatto emozionare (e non perché va di moda), scrivici. Amiamo parlare di vino quasi quanto amiamo berlo.
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