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Il Casavecchia "Nulla è per caso" 2022 rappresenta l'esordio (l'opera prima) di Teresa Mincione come produttrice. È un vino che riflette un cambio di vita radicale e una profonda connessione con il territorio di Caiazzo. Il Casavecchia è un vitigno antico e misterioso, noto per la sua potenza, che qui viene addomesticato con estrema eleganza.
Un riconoscimento di grande prestigio per questa annata è il conseguimento dei Tre Bicchieri Gambero Rosso 2026, a testimonianza dell'altissimo livello qualitativo raggiunto fin dalla prima uscita.
Caratteristiche Tecniche e Vinificazione
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Vitigno: 100% Casavecchia, da vigne allevate secondo l'antica raggiera o alberello su suoli franco-sabbiosi.
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Affinamento in Anfora: Coerentemente con la visione di Teresa, il vino fermenta in acciaio ma matura interamente in anfora. Questa scelta è fondamentale per gestire i tannini tipicamente vigorosi del Casavecchia, permettendo al vino di ammorbidirsi attraverso la microssigenazione naturale senza l'apporto aromatico del legno.
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Produzione: Molto limitata (circa 1.600 bottiglie), curata in ogni dettaglio.
Profilo Sensoriale
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Vista: Un rosso rubino carico, vivace e profondo, con riflessi che tendono al granato man mano che il vino si ossigena.
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Naso: Il profilo è scuro e avvolgente. Si percepiscono note nette di frutti di bosco maturi (mora, mirtillo), prugna e delicate sfumature floreali di rosa rossa. Con l'apertura emergono note più complesse di macchia mediterranea, alloro, pepe verde e un tocco terroso/minerale tipico dell'anfora.
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Palato: Al sorso sorprende per l'equilibrio tra forza e grazia. È un vino materico e strutturato, ma con una freschezza vibrante che ne facilita la beva. Il tannino, spesso "spigoloso" in questo vitigno, qui è lavorato per essere setoso ed elegante. Il finale è lungo, salino e coerente con i sentori olfattivi.
Abbinamenti Consigliati
Essendo un vino di corpo ma dotato di grande bevibilità, si presta ad abbinamenti con piatti intensi:
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Carni Rosse e Selvaggina: Perfetto con uno stufato di manzo, agnello al forno con erbe aromatiche o cinghiale alla cacciatora.
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Piatti della Tradizione Campana: Ottimo con le "braciole" al sugo (involtini di carne), lasagne strutturate o primi piatti con ragù di lunga cottura.
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Formaggi: Formaggi stagionati e saporiti, come un pecorino campano o formaggi affinati in grotta.
Curiosità: L'etichetta, realizzata dall'artista Luca Bellandi, è un omaggio alla femminilità e al percorso personale di Teresa. Il titolo "Nulla è per caso" suggella l'incontro tra la passione della produttrice e la forza ancestrale di questo vitigno ritrovato.
Il Pallagrello Bianco "La Luna e il Ventaglio" 2024 è una delle etichette più rappresentative del progetto enologico di Teresa Mincione. Questo vino nasce dalla volontà di reinterpretare uno dei vitigni storici più nobili della Campania (un tempo amatissimo dai Borbone) attraverso un approccio che privilegia l'essenzialità e il dialogo con la materia.
Ecco la descrizione dettagliata per l'annata 2024:
Vinificazione e Stile
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L'uso dell'Anfora: Anche per questo bianco, la scelta ricade sulla vinificazione e l'affinamento in anfora. Questa tecnica permette una gestione dell'ossigeno naturale che esalta la struttura del Pallagrello senza alterarne il corredo aromatico con i sentori del legno.
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Filosofia: Il nome "La Luna e il Ventaglio" suggerisce un'idea di eleganza in movimento e delicatezza. Il vino è pensato per essere diretto, non artefatto, cercando un equilibrio perfetto tra il calore del sole campano e la freschezza dei venti che battono le colline di Caiazzo.
Profilo Sensoriale
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Vista: Si presenta con un colore giallo paglierino luminoso e brillante, arricchito da eleganti riflessi dorati dati dal passaggio in anfora.
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Naso: Il bouquet è sfaccettato e profondo. Emergono subito i fiori bianchi (biancospino) e i sentori di frutta a polpa gialla matura (pesca, nespola). Si evolve poi su note agrumate di scorza di limone e un finale netto di macchia mediterranea ed erbe officinali.
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Palato: Al sorso rivela una struttura armoniosa. È un bianco di corpo, ma sostenuto da una spiccata sapidità e da una freschezza vibrante che lo rende snello e mai pesante. La persistenza è ottima, con un finale che torna sulle note minerali.
Abbinamenti Suggeriti
La struttura e la complessità di questo Pallagrello Bianco lo rendono adatto a piatti non banali:
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Mare e Laghi: Ideale con seppie alla griglia, zuppe di pesce in bianco o pesci d'acqua dolce nobili come la trota salmonata.
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Verdure e Legumi: Si sposa perfettamente con zucchine ripiene, sformati di verdure o un risotto alle erbe spontanee.
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Formaggi e Affumicati: Ottimo compagno per formaggi di media stagionatura (come un provolone del Monaco giovane) o piatti che prevedono pesci affumicati.
Consiglio di Servizio: Per permettere al vino di "distendersi" e mostrare tutta la sua complessità, servilo in calici ampi a una temperatura di 10-12°C. Sebbene sia splendido da bere subito, ha una longevità che gli permette di evolvere positivamente in cantina per i prossimi 3-4 anni.
Il Sabbie al Vento 2023 è l'interpretazione vibrante e territoriale che Teresa Mincione dà al Pallagrello Nero, vitigno storico dell'Alto Casertano. Il nome stesso è un omaggio alla composizione dei suoli di Vigna Monticelli, caratterizzati da sabbie che donano al vino una leggerezza e una dinamicità uniche.
Ecco la descrizione dettagliata dell'annata 2023:
Filosofia e Vinificazione
Questo vino nasce con l'intento di preservare l'integrità del vitigno senza sovrastrutture.
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Terroir: Proviene da suoli franco-sabbiosi che garantiscono drenaggio e una spiccata impronta minerale.
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Vinificazione: Coerentemente con lo stile di Teresa Mincione, il vino fermenta in acciaio con una macerazione breve sulle bucce per estrarre colore e aromi senza appesantire il sorso.
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Affinamento: Viene rifinito in anfora, una scelta tecnica che permette al vino di respirare e maturare mantenendo intatta la fragranza del frutto e la tipicità varietale, evitando l'uso del legno.
Profilo Sensoriale
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Colore: Un rosso rubino brillante e vivido, arricchito da riflessi violacei che ne testimoniano la giovinezza e la freschezza.
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Al Naso: L'attacco è un'esplosione di piccoli frutti rossi (ciliegia, ribes e lampone) e note floreali di violetta. Con l'ossigenazione emergono sfumature più complesse di pepe nero, spezie dolci e un tocco balsamico, il tutto poggiato su un sottofondo minerale quasi salino.
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Al Palato: È un vino "di beva", agile e scorrevole. Il sorso è asciutto e succoso, caratterizzato da una freschezza (acidità) protagonista che rende la degustazione dinamica. I tannini sono presenti ma estremamente setosi e non invadenti.
Abbinamenti Consigliati
La sua natura fresca e la struttura media lo rendono un vino estremamente versatile, ideale anche servito leggermente fresco (16°C):
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Territorio: Salsicce di maialino nero casertano o salumi locali non eccessivamente stagionati.
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Cucina Tradizionale: Primi piatti al ragù di carne, zuppe di legumi (ottimo con i fagioli di Alife) o carni bianche arrosto.
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Pizze e Lievitati: Perfetto con una pizza margherita ben lievitata o pizze con ingredienti sapidi come capperi e olive.
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Curiosità: Per la sua spiccata acidità e pulizia, può accompagnare egregiamente anche piatti di pesce grasso cucinati in rosso, come un guazzetto di ricciola o zuppa di pesce.
L'Etichetta: Merita una menzione l'opera d'arte del maestro Luca Bellandi in etichetta, che rappresenta la "Dormiente del Sannio" e i vitigni ad alberello, legando indissolubilmente il liquido nel bicchiere al paesaggio casertano.
